Cos’è la depressione senile e come gestirla al meglio

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Spesso si sente parlare di depressione senile, ma cos’è? Quali sono i sintomi e i campanelli d’allarme da tenere sotto controllo? E infine esistono suggerimenti utili per gestirla in maniera ottimale sia per l’anziano che per chi gli sta accanto?

La depressione senile, nota anche come depressione involutiva, è un disturbo dell’umore che si manifesta in età geriatrica attraverso disturbi somatici, dell’attenzione e della memoria, isolamento e apatia. Purtroppo spesso viene sottovalutata, ma negli ultimi anni si è assistito a un aumento nell’insorgenza di depressione nell’età avanzata, si parla di una media che si aggira attorno al 4% della popolazione over 65, per arrivare addirittura quasi al 10% negli over 80.

I disturbi tipici includono tristezza apparentemente ingiustificata, perdita di interessi, isolamento sociale, clinofilia (desiderio di passare molto tempo a letto) e calo di quella che può definirsi la spinta vitale. Un anziano depresso spesso manifesta sintomi somatici, non esprime il proprio senso di negatività e noia, bensì lo esteriorizza attraverso il proprio corpo lamentando dolori, disturbi gastro-intestinali, raggiungendo talvolta veri e propri stati di ipocondria ingiustificata.

Le cause della depressione senile non sono riconducibili a un unico fattore, bensì sono da ricercare nell’intero quadro clinico del paziente, sebbene esistano elementi comuni nei pazienti che ne sono affetti, quali familiarità con disturbi depressivi, esposizione a eventi stressanti, povertà, mancanza di supporto sociale, presenza di malattie gravi, depressione pregressa, dolore cronico e disabilità.

Come affrontare la depressione senile?

I familiari di quegli anziani affetti da depressione senile hanno indubbiamente bisogno di supporto per far fronte a questa problematica.

Non bastano le sole cure farmacologiche per la gestione del paziente affetto da questa problematica per migliorarne la sintomatologia depressiva e cognitiva, ma è importante modificare e adattare anche il comportamento delle persone presenti nella vita dell’individuo stesso.

È indispensabile assicurare un quadro di vita stabile e regolare, con visite sistematiche da parte di persone care e di chi si prende cura del paziente depresso, con lo scopo di infondere fiducia e calma alla persona. Si dovrebbe mantenere un’attività culturale e ricreativa possibilmente sociale, evitare l’eccessivo isolamento, ma cercare invece di coinvolgerlo in presenza di piccoli gruppi di persone in maniera graduale. Se si è soli con un anziano che soffre di questa patologia è importante evitare di isolarsi per esempio utilizzando il proprio smartphone o guardando la televisione andando di fatto a ignorarlo, al contrario sarebbe utile coinvolgerlo e creare un dialogo con lui sebbene possa risultare difficoltoso.

Una cosa invece assolutamente da non fare è apparire fortemente stressati nei suoi confronti, avere un modo di fare troppo aggressivo, perché questo potrebbe essere controproducente. Motivare sì, ma sempre con i giusti toni, con la calma e la pacatezza, sia da parte di familiari che badanti e personale che abitualmente si occupa della persona. Se coniuge, figli e nipoti non sono abituati a vivere una problematica di questa tipologia, chi lo fa per lavoro ha alle spalle una formazione e un’esperienza tale da renderlo abile nel rapportarsi con persone affette da questa patologia, pertanto potrà essere una figura di grande aiuto.

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