Disoccupazione badanti: Indennità, requisiti per la domanda e quanto spetta

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Cos’è l’indennità di disoccupazione per badanti?

Per il tema disoccupazione badanti si applica la cosiddetta NASpI ossia Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego è una indennità di disoccupazione varata nel complesso delle riforme del Jobs Act del Governo Renzi, che andava a sostituire le vecchie riforme predisposte dal ministro Elsa Fornero.

Questa NASpI si configura dunque come una misura di sostegno volta ad assistere economicamente coloro che, stante un regolare contratto di assunzione, perdono involontariamente il loro posto di lavoro; in questa misura rientrano quindi anche le colf e le badanti che, avendo sottoscritto un regolare contratto di assunzione, si trovano a perdere il lavoro in maniera non volontaria.

Requisiti per ottenere l’indennità

Per quanto riguarda la disoccupazione di badanti per rientrare nei requisiti previsti dal Decreto e poter fare domanda, è necessario. Per rientrare nei requisiti previsti dal Decreto e poter fare domanda, è necessario rispettare diversi parametri:

1. Licenziamento involontario come ad esempio risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, dimissioni per giusta causa con accettazione delle dimissioni oppure dimissioni che intervengono nel periodo di maternità previsto per legge;
 
2. Versamento di almeno 13 mesi di contributi anche non continuativi negli ultimi 4 anni presso l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale;
 
3. Aver lavorato almeno 5 settimane nell’ultimo anno (12 mesi) precedente all’evento che ha causato la disoccupazione. Questa norma è stata oggetto di vivaci discussioni dal momento che prevedeva, in prima istanza, l’aver lavorato 30 giorni nei 12 mesi precedenti alla perdita del lavoro, poiché però molte colf e badanti sono pagate a ore piuttosto che a giornata, risultava quantomeno complesso il computo totale delle giornate.

Riassumendo e volendo esemplificare:

Se una colf o una badante che è stata assunta dal suo datore di lavoro con regolare contratto di assunzione perde il lavoro in maniera involontaria, ha versato almeno 13 mesi di contributi negli ultimi quattro anni e, infine, ha ottenuto un computo totale di almeno 5 settimane di lavoro nell’ultimo anno precedente la disoccupazione, ha pieno diritto a richiedere la domanda per la concessione dell’indennità di disoccupazione badanti.

Per poter calcolare quanto spetta per l’indennità di disoccupazione badanti, l’INPS si serve di un elaboratore automatico che tiene conto di quanto si è effettivamente lavorato negli ultimi 4 anni, non potendo superare la soglia massima stabilita per legge di 1355, 40 euro al mese.

La durata della concessione dell’indennità risulta uguale alla metà delle settimane lavorative dichiarate presso l’INPS, fino a un massimo di due anni.

Come fare domanda per l’indennità di disoccupazione per badanti

Per poter inoltrare la domanda di percezione dell’indennità di disoccupazione per badanti in maniera corretta, è necessario compilare l’apposito modulo fornito dall’INPS ed espletare la procedura in maniera totalmente telematica, attraverso uno dei seguenti canali:

  1. Rivolgendosi a un Centro di Assistenza Fiscale o a un Patronato convenzionato che trasmetteranno la domanda in maniera gratuita telematicamente all’INPS.
  1. Chiamando da numero fisso il Contact Center dell’INPS al numero 803.164 o da cellulare allo 06.164.164 e seguendo le istruzioni della voce registrata o dell’operatore in persona.
  2. Direttamente presso la sede più vicina dell’INPS, qualora si sia già in possesso delle credenziali istituzionali e del PIN forniti dall’Ente stesso.

Indennità di disoccupazione badanti straniere

Poiché una certa aliquota delle colf e delle badanti operanti nel territorio italiane è straniera o di provenienza extracomunitaria, risulta lecito chiedersi se anche le badanti straniere siano destinatarie allo stesso modo e con i stessi mezzi dell’indennità di disoccupazione.

Le badanti e le colf straniere possono effettuare domanda regolare di percezione dell’indennità poiché siano state regolarmente assunte tramite un contratto di lavoro sottoscritto in ogni parte e in cui è implicito presentare il proprio permesso di soggiorno se di provenienza extra-UE.

Non vi è quindi distinzione né burocratica né formale tra disoccupazione badanti straniere e disoccupazione badanti italiane.

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