Il caregiver è una figura essenziale per le cure assistenziali rivolte ad una persona fragile e con patologie particolarmente debilitanti come malattie neurodegenerative o fisiche, che costringono il paziente a letto o a condizioni di vita di parziale autonomia.
Un caregiver, se accusa stanchezza e difficoltà nel percorso assistenziale, soprattutto se la condizione di stress è particolarmente grave, potrebbe chiedere l’aiuto di un professionista; in altre situazioni, invece, una gestione ottimale del tempo, volta a dare valore anche all’importanza della propria vita personale, potrebbe essere la strategia migliore per ritrovare l’equilibrio.
Per questo molte famiglie chiedono aiuto a realtà come un’agenzia badanti in grado di fornire assistenza continuativa e professionale garantendo la presenza di figure specializzate come un badante giorno in grado di agire tempestivamente in condizioni di emergenza, ad esempio, per avviare le pratiche di trasporto malati.
Caregiver e ottimizzazione del tempo: come gestire vita privata e ausilio assistenziale
Il caregiver è una figura che, in virtù della propria attività assistenziale, potrebbe sentire più di tutti il peso psicologico di assistere un paziente anziano o malato, in virtù della grande quantità di tempo che passa con quest’ultimo -spesso il caregiver è anche un convivente- e per la mancanza di spazi personali dedicati alla propria vita, la quale spesso viene messa in secondo piano per soddisfare le esigenze del proprio caro malato.
Gestire il proprio tempo dunque potrebbe essere determinante per riscoprire l’importanza della propria vita personale, che non può e non deve essere messa da parte nonostante le difficoltà legate all’attività di assistenza.
In questo caso, partire dal un buon riposo è fondamentale: ottimizzare il proprio tempo in maniera tale che si possa dormire bene, è la prima condizione per essere prestanti ed efficienti per il mattino venturo; organizzare le abitudini -anche quelle del malato, sempre nel suo rispetto- è essenziale per gestire al meglio il proprio benessere.
Infine, gestire al meglio le attività quotidiane potrebbe essere particolarmente fruttuoso: dare un tempo preciso alle cose e fare in modo che determinati orari vengano rispettati, potrebbe essere la cosa migliore da fare per gestire la schedule della giornata in maniera efficiente e produttiva.
Altre considerazioni rispetto alle tecniche di gestione del tempo dei caregiver
Gestire il proprio tempo da caregiver significa, per i diretti interessati, trovare equilibrio tra cura dell’altro e di se stesso: per quanto le attività principali, le quali vanno sempre eseguite nel rispetto del proprio familiare e della persona -quali pulizia degli ambienti, l’assistenza per la cura e l’igiene personale, l’assistenza pasti, e una compagnia valida-, i caregiver hanno comunque bisogno di dedicarsi anche ai propri impegni personali e alla cura della propria persona.
In base alle risorse possibili e alle alternative di cui un caregiver potrebbe avvalersi durante il percorso di assistenza, chiedere l’aiuto di un professionista con cui il proprio paziente si trova bene, potrebbe permettergli di dedicarsi anche ai suoi hobbies e ai suoi interessi, per coltivare anche il proprio benessere fisico e mentale e per essere sempre pronto ad assistere con la motivazione giusta e con il sorriso il proprio caro.
Utile dunque trovare un’attività che permetta di staccare totalmente dalle necessità del proprio parente: seguire un corso, andare in palestra, fare delle passeggiate all’aria aperta, uscire con dei cari amici o fare una buona lettura permetterà al caregiver di rinnovare la propria serenità e la cura del proprio equilibrio psicologico.
Quando organizzare significa anche proteggere il proprio equilibrio
Per un caregiver, la gestione del tempo non riguarda solo la capacità di incastrare impegni, visite, terapie e attività domestiche. Significa anche imparare a riconoscere i propri limiti, evitando che la giornata diventi una sequenza continua di urgenze.
Programmare le attività in modo realistico, distinguendo ciò che è davvero prioritario da ciò che può essere rimandato o delegato, aiuta a ridurre il carico mentale e a vivere l’assistenza con maggiore lucidità. Anche piccoli strumenti, come un’agenda condivisa, una lista settimanale delle mansioni o fasce orarie dedicate al riposo, possono fare la differenza. Prendersi cura di una persona fragile non dovrebbe mai significare annullare completamente i propri spazi personali.
Per questo, quando possibile, è utile coinvolgere familiari, professionisti o figure di supporto, così da creare una rete organizzata e più sostenibile nel tempo. Un caregiver più sereno è anche una presenza più attenta, paziente ed efficace.



