Pressione bassa negli anziani: possibili cause e come intervenire

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Che cos’è la pressione sanguigna

La pressione sanguigna, comunemente detta pressione, incide molto sul benessere e sulla salute di un individuo della terza età. Tenere sotto controllo ed evitare casi di pressione bassa negli anziani diventa cruciale, da monitorare e gestire il più prontamente possibile.

La pressione sanguigna rappresenta la forza con cui il sangue viene espulso, nell’unità di tempo considerata (ad esempio in un minuto o in un secondo), contro le pareti dei vasi sanguigni: poiché l’organo deputato al pompaggio del sangue nell’organismo è il cuore, la pressione sanguigna rappresenta la pressione con cui il ventricolo sinistro del cuore spinge il sangue contro l’arteria aorta a ogni sistole ventricolare.

La pressione sanguigna bassa negli anziani viene valutata tramite uno strumento assai diffuso che è lo stetofonendoscopio, o per mezzo di un semplice misuratore della pressione digitale. Questo strumento è provvisto di un manicotto che, stringendo progressivamente l’avambraccio del paziente, chiude la circolazione in maniera momentanea: nel momento in cui si sgonfia la pompa aneroide collegata al manicotto, si misura la pressione sanguigna che permette il passaggio del sangue e quindi il ripristino della circolazione.

 
Questo strumento restituisce due valori, tra loro connessi: la pressione sistolica (o pressione massima) e la pressione diastolica (o pressione minima); la pressione sistolica rappresenta la forza per unità di superficie generata contro le arterie quando il cuore si contrae mentre la pressione diastolica rappresenta la pressione generata nelle arterie quando il cuore invece si rilassa.

I valori ottimali di pressione negli anziani

Di norma, la pressione sanguigna è strettamente bilanciata e regolata da un sistema di regolazione interno all’organismo che fa sì che, in qualsiasi momento, ogni tessuto riceva l’opportuna pressione di perfusione, necessaria per tenere in vita le cellule.

Negli anziani, tuttavia, la pressione sanguigna non viene più regolata finemente come accade nelle persone più giovani e questo fenomeno può condurre ai due estremi dell’anomalia pressoria: l’ipertensione e l’ipotensione.

Generalmente, la pressione sanguigna si mantiene in un range fisiologico che si attesta sui 120/80 mmHg (i mmHg ossia i millimetri di mercurio rappresentano l’unità di misura della pressione sanguigna).

Negli anziani mantenere questo valore, sia per la pressione sistolica che per la diastolica, è un importante goal terapeutico, tuttavia sarebbe comunque un buon risultato mantenere la pressione sistolica sotto i 130 mmHg e la pressione diastolica sotto i 90 mmHg.

Pressione bassa negli anziani: possibili cause

Gli anziani sono particolarmente a rischio per anomalie della pressione sanguigna, sia di recente insorgenza che di lento sviluppo nel tempo.

A causa dell’inevitabile fenomeno di irrigidimento delle pareti vascolari e dell’aterosclerosi gli anziani possono andare incontro a fenomeni di ipertensione, i quali possono evolvere in fatali eventi acuti come infarto del miocardio, ictus cerebrale o patologie del micro-circolo.

A causa invece della pressione bassa negli anziani (ipotensione), si possono sviluppare fenomeni meno gravi, ma assolutamente da non sottovalutare. L’ipotensione negli anziani può essere attribuita a un semplice cambiamento di posizione da sdraiati alla stazione eretta, fenomeno noto come ipotensione ortostatica ed è attribuito alla diminuzione del volume plasmatico quando si sta in piedi, che può portare a un rapido decremento della pressione di perfusione dei tessuti, causando lipotimia e svenimento.

L’ipotensione neuro-mediata è invece causata da deficit dei centri nervosi del tronco encefalico e dei sensori barocettivi, i quali tendono a funzionare meno negli anziani. Quando la pressione si innalza in maniera repentina, questi sensori inviano un segnale di regolazione troppo ingente ai centri della pressione, che l’abbassano di colpo, generando ipotensione e calo della pressione minima sotto i 60 mmHg.

Non è poi da dimenticare che molti casi di pressione bassa negli anziani si verificano proprio per il paradossale effetto di assumere farmaci anti-ipertensivi in cronico; questi ultimi, sinergicamente con altre condizioni di morbilità spesso presenti negli anziani, possono sicuramente indurre una fin troppo rapida caduta della pressione sanguigna.

Pressione bassa negli anziani: cosa fare e rimedi

Assistenti alla persona e badanti Famiglia Riunita sono certificate e qualificate, abili nel riconoscere le situazioni critiche e nell’intervenire in casi di pressione bassa negli anziani. Molto importante è anche educare correttamente i parenti delle persone più vulnerabili, per poter riconoscere in maniera immediata eventuali segni e sintomi correlati a una pressione bassa negli anziani, specialmente quando è critica. Generalmente, alcuni sintomi associati alla pressione bassa sono: – Offuscamento della vista; – Debolezza nei muscoli delle gambe e difficoltà a mantenere la stazione eretta; – Sudore freddo; – Nausea e talvolta vomito; – Difficoltà a mantenere la lucidità mentale e la concentrazione. Quando si hanno spesso svenimenti o lipotimie associate all’ipotensione ortostatica, bisogna educare l’anziano ad alzarsi molto lentamente e gradualmente dal letto, dalla sedia o dal divano ed eventualmente di tenere le gambe alzate in posizione sdraiata,  in maniera da permettere un afflusso maggiore di sangue al cuore e al cervello. In caso si pensa che stia per sopraggiungere una crisi da ipotensione, si può assumere una bustina di zucchero, uno snack salato o  della liquirizia, che dovrebbe facilitare la risalita della pressione sanguigna, riportandola a valori accettabili.

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