Agevolazioni per assunzione di badanti per disabili: deduzione e detrazioni fiscali in sede di denuncia dei redditi

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La normativa fiscale in atto prevede delle detrazioni fiscali importanti per chi regolarizza badanti o assistenti domestici nonché delle agevolazioni quando vengono assunte badanti per persone disabili.

Innanzitutto, una persona disabile è considerata tale quando non è auto-sufficiente, ovvero quando non è più in grado di ottemperare a tutte le incombenze della vita quotidiana come nutrirsi, idratarsi, provvedere alla propria igiene.

Condizione necessaria affinché la condizione di non autosufficienza (disabilità) venga riconosciuta è la presenza di una o più patologie invalidanti, attestate con un certificato medico.

In sede di calcolo del modello 730 per la dichiarazione dei redditi, è dunque possibile beneficiare di particolari sgravi fiscali, consistenti soprattutto in agevolazioni dirette per chi assume badanti per assistere persone disabili.

Gli sgravi possono essere determinati come:

  • Deduzione fiscale per i servizi domestici;
  • Detrazione fiscale per l’assistenza personale;
  • Spese mediche e di assistenza specifica.

Prima di esaminare queste voci nel dettaglio, è forse opportuno distinguere la deduzione dalla detrazione, due operazioni utilizzate dal Fisco nei confronti dei contribuenti.

La deduzione fiscale è un’operazione di sottrazione di particolari spese (definite “oneri deducibili”) dal reddito primitivo, arrivando così al reddito imponibile, che è poi quello effettivamente utilizzato per la tassazione.

Le detrazioni fiscali invece, in questo caso detrazioni fiscali per chi assume badanti, intervengono sul reddito imponibile già calcolato, in una fase dunque successiva all’atto della deduzione.

Avendo dunque a disposizione un certificato medico comprovante la disabilità, un contratto di lavoro regolare per l’assunzione di badante, colf o assistente domestico e rispettando taluni requisiti economici e reddituali, è possibile ottenere le misure di sgravio su riportate.

Analizziamole nello specifico.

L’istituto fiscale della deduzione per i servizi domestici è una forma di sgravio plurivalente in quanto agevola, su evidente scopo del Legislatore, non solo chi ha in carico una persona non-autosufficiente ma anche chi mette a contratto di lavoro regolare un assistente domestico come colf, badante, baby-sitter, giardiniere etc.

In questo caso, indipendentemente dal reddito accumulato, le spese per i contributi previdenziali e di assistenza figurano come “oneri deducibili” e possono essere sottratti al reddito primitivo (poi soggetto a tassazione) fino a 1549,37 euro.

È forse implicito osservare che la deduzione fiscale sul reddito è sempre appannaggio del datore di lavoro, molto spesso un familiare che assume l’assistente domestico per la persona disabile e/o anziana.

Affinché questi oneri possano effettivamente essere dedotti, l’Agenzia delle Entrate puntualizza che debbono essere conservate tutte le ricevute di pagamento che attestino il regolare svolgimento della mansione lavorativa espletata dall’assistente domestico o dall’agenzia interinale/istituto di cura, con annesse le ore di lavoro e i dati anagrafici del datore di lavoro e del lavoratore.

Detrazioni fiscali per l’assistenza personale

La misura delle detrazioni fiscali per badanti è un’operazione di sgravio diversa dalla precedente in quanto si tratta di un’agevolazione non diretta a tutti i contribuenti bensì a chi effettua spese per l’assistenza personale del soggetto non auto-sufficiente.

In particolar modo, dal 1° gennaio 2007, è possibile ottenere una detrazione fiscale dal reddito imponibile del 19 % fino a un massimo di 2.100 euro.

Vale a dire che se un familiare che ha a carico la persona disabile spende 5.000 euro come somma per l’assistenza personale, questa spesa viene detratta nel limite massimo su indicato, ossia 2.100 euro, cui va applicato il 19 % per l’ulteriore detrazione (dunque 0,19 x 2.100 € = 399 €).

Si precisa che questa detrazione è ottenibile solo per chi, in sede di denuncia dei redditi, non ecceda il limite di 40.000 euro annui ma è cumulabile con le spese assorbite come “oneri deducibili”, sempre per l’assistenza domestica.

L’istituto fiscale della detrazione è valido non solo verso i familiari della persona non auto-sufficiente ma anche nei confronti di case di riposo, cooperative di servizi o agenzie interinali che prestino l’assistenza personale.

Anche in questo caso, al pari delle misure per la deducibilità fiscale, è obbligatorio certificare tutti gli interventi assistenziali erogati tramite ricevute di pagamento, contratti regolari di assunzione ed estremi anagrafici del datore di lavoro e lavoratore.

Spese mediche e di assistenza specifica

Le spese mediche e di assistenza specifica nei confronti di persone sottoposte a procedure di nursing o interventi riabilitativi rientrano nelle cosiddette “misure speciali” e si differenziano a seconda che vengano erogate nei confronti di individui con handicap o senza handicap.

Nel caso in cui a una persona venga prescritto un intervento riabilitativo dopo infortunio o patologia, il Fisco permette la detrazione del 19% sulla spesa sostenuta mentre consente la deducibilità dell’intera somma qualora venga comprovata la condizione di handicap.

Viene considerato soggetto con handicap l’individuo che, visitato nei modi opportuni dalle commissioni mediche ASL, viene riconosciuto come invalido civile, di lavoro o di guerra; il grado di invalidità viene sovente espresso in forma percentuale sino al massimo del 100% di inabilità.

Fondo per il sostegno del caregiver famigliare: a quando l’approvazione?

Vale la pena completare questa disamina dei principali interventi di sgravio fiscale diretti a chi eroga prestazioni assistenziali personali e domestiche con le novità introdotte dalla Legge n. 205 del 2017.

In virtù di questa legge, viene delineato un Fondo Unico per il Sostegno del Caregiver Familiare di 20 milioni di euro per anno da attuare nel triennio 2018-2021; a questo Fondo dovrebbe seguirne l’istituzione di un altro nel triennio successivo.

Tuttavia, ad oggi, l’approvazione parlamentare dell’intero disegno di legge non è ancora avvenuta e dunque le Regioni non possono effettuare domanda di ripartizione del Fondo stesso.

A fini informativi, si può leggere che la domanda per ottenere la misura di sostegno economico può essere effettuata dai caregivers di persone che non hanno potuto accedere a case di cura, ai caregivers di persone con disabilità molto grave e seriamente invalidante e per il ricongiungimento dei caregivers ai propri assistiti.

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